Tutto è iniziato ad Agosto della scorsa estate. Si avvicinava il giorno del ciclo. Questa volta però non avevo avuto ancora il mio solito “mal di testa” il giorno prima dell’arrivo delle mestruazioni.
Mi sentivo diversa, ma visto che era quasi un anno che io e mio marito tentavamo invano di avere un bimbo, non volevo illudermi. Così è arrivato il 13 agosto, e del ciclo ancora neanche l’ombra.
Erano le 8 e 30 del mattino quando ho tirato giù dal letto mio marito dicendo “La linea del test c’è, SONO INCINTA!”. Non stavamo nella pelle! La gravidanza è passata senza neanche che me ne accorgessi, con quasi nessun fastidio e solo tanto amore per il cucciolo che stava per arrivare.
Il suo nome era già deciso prima del concepimento: se avremo un maschietto si chiamerà Nicolas. Il termine era fissato per il 21 aprile.
La data è arrivata senza quasi che me ne accorgessi ed è anche passata. Erano già settimane che i parenti e gli amici mi chiedevano novità ma nulla si muoveva a parte qualche contrazione decisamente non dolorosa.
Così arriva la mattina del 26 aprile. Sono le 8 e 30 e io vado in bagno. Sta volta però mi sembra come se qualcosa si fosse “stappato”. Penso che forse è solo il sonno e torno a letto. Alle 9 e 30 mi sveglio di nuovo e mi sento tutta bagnata. Guardo gli slip e noto che sono zuppi di acqua.
Sveglio mio marito tutta entusiasta: “Si sono rotte le acque!”. Lui salta giù dal letto mentre io chiamo l’ospedale. Ovviamente all’ospedale mi dicono di andare subito lì. In quel momento avevo dolori tipo ciclo sia alla pancia che ai reni.
Purtroppo però vado ancora in bagno e mi accorgo che sto perdendo ancora acqua che però sta man mano diventando più marrone. Mi allarmo subito perchè so che se le acque sono marroni è sintomo che il piccolo sta espellendo il meconio e quindi potrebbe avvelenarsi. Appena arrivo in ospedale entro nella zona travaglio e mi mettono urgentemente sotto monitoraggio. Erano circa le 10 e 30. Purtroppo abbiamo avuto la sfortuna di trovare come ginecologo di guardia l’unico dell’ospedale che non voleva i mariti presenti. Ancora mi dispiace di non avere mio marito lì con me nei momenti che seguirono.
Mi tengono sotto monitoraggio e a stomaco vuoto fino alle 16 e 30. Vogliono fare una prova con l’ossitocina per vedere se il bimbo riesce a sopportare bene le contrazioni. Intanto mi visitano e vedono che sono dilatata di solo 1 cm e che la testa non è incanalata bene.
Tornano dopo 5 minuti e quando stanno per farmi la prova si accorgono che il bimbo appena arrivano le contrazioni mie (che stanno aumentando) il battito del bimbo diminuisce e quindi il bimbo sta soffrendo. Intanto io continuo a perdere liquido sporco quindi il ginecologo decide di farmi fare il cesareo.
Sono entrata in sala operatoria (ovviamente anche lì senza mio marito) che tremavo come una foglia e che piangevo sia per la paura del cesareo sia per la paura che il cuore di mio figlio smettesse improvvisamente di battere a causa della sofferenza fetale e che i mesi che avevo passato con lui nella mia pancia fossero solo un sogno.
L’ansia e la paura sono passati appena l’ho sentito piangere. Un pianto forte e vivo! Non l’ho visto subito, ma già sapevo che sarei stata emozionatissima. Le lacrime non erano più di paura ma di gioia. Erano le 17 e 42 del 26 aprile. Nicolas pesava 3430 g ed era sano come un pesce! Avere un figlio è una cosa bellissima, e più cresce e più te ne rendi conto.
Un abbraccio,
Noemi
Per chi volesse pubblicare il proprio racconto del parto, basta mandare il testo con una foto a elena@periodofertile.it. Verrà pubblicato il primo martedì disponibile (alla ricezione invierò la data precisa). Grazie!



















Mamma di Christian (1 anni e 11 mesi circa)
Congratulazioni, ma quel ginecologo vive ancora nel medioevo!? E’ vergognoso che tuo marito non sia rimasto con te, questa esperinza è da vivere in coppia!!
Un abbraccio
Noemi..brava!!sei stata brava!!
Non c è emozione più bella..hai ragione…e il tuo Nicolas oltre ad essere sano,è unbellissimo pupo.
Auguri d nuovo a te e tuo marito. un abbraccio.