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Racconti di parto: Gabriella e la nascita di Gabriele



Il racconto di Gabriella è una storia a lieto fine. Se però siete suggestionabili, vi consiglio di leggerlo dopo la nascita del vostro bebè :)

Era il 09 settembre 2010, la mattina che mi sono alzata, con comodo, visto che ero di ritorno dalle ferie e finalmente in maternità (ho lavorato fino all’ottavo mese) per cui decido di fare il giro a ritirare le ultime analisi del sangue e il tampone per poi organizzarmi, visto che la mia dpp era il 29 settembre, forse era il caso che avessi iniziato a preparare qualcosa, ma quella mattina appena in piedi sento come…. calare la pancia… non comprendo… non do peso alla cosa ed esco, verso mezzogiorno comincio a capire che forse mi si erano rotte le acque, ma finisco di fare una commissione ed alle 15 rientro a casa, chiamo la ginecologa che mi suggerisce di prendere la mia bella borsa, non ancora pronta, e di andare all’ospedale, ci siamo!!!

Non è possibile mancano ancora 20 giorni… mentre chiamo il mio compagno faccio la borsa, avevo l’ansia a 1000!

Prendo ne più ne meno ciò che mi era stato richiesto, “eppure la borse è grande, perchè la roba non centra??? Uff…” (avevo fatto la lavatrice per cui avevo ritirato il bucato e stirato le tutine). Si parte ma c’è cosa in autostrada, ok, percorriamo 50km di strada normale, c’era il sole e sembrava di andare a fare una scampagnata se non fosse stata per quella sensazione di bagnato “hanno detto acque chiare 48H, bene, calmati”.

Alle 18 sono in ospedale, mi presento all’ostetrica, la quale mi fa l’accettazione e successivamente la visita col medico… mi ricovera e al max entro 24 devo partorire, ho il tampone positivo…. “nooo, ho paura”

Il mio compagno resta con me fino mezzanotte dopo di che viene giustamente “cacciato”, mi infilo sotto le lenzuola, avevo la flebo di antibiotico al braccio ed ero goffissima, ma non ero mai stata in ospedale prima di allora…

La mia compagna di stanza socializza è molto simpatica per cui finisce che dormiamo tardissimo, alle 3 nuovo antibiotico e alle 6 del 10 settembre, i primi dolori “mestruali”… vabbè niente di che, resto a letto.

Alle 8,30 primo tracciato, i dolori si intensificano e infittiscono, ma li gestisco bene (e chi dice che non fare il corso pre-parto è da sciagurati? io ce l’ho fatta comunque) faccio un controllo dietro un altro sono di 3 cm. ecco…. alle 11,30 quando non resisto più e chiedo se mi possono aiutare “scopro” di essere di 7 cm. e che devo “correre” in sala parto… occupata… ok aspettiamo…

ore 13 inizia il “spingiiiiiii” ma non è che fino ad allora avessi fatto finta. Ero entrata in sala parto, in sala travaglio non ero riuscita, il bambino era monitorato, l’ascoltavo, ero stremata, non riuscivo più a spingere…

la dottoressa, che era venuta in sala parto perchè ero diabetica, guarda l’ostetrica e le fa cenno che altre due spinte dopo di che, vacuum, una mano calda sulla mia pancia e…. sentì Gabriele uscire e lo vidi tra le mie braccia, erano le 14,05, piccolino, tutto bianco, amore, aveva il segno sulla testa “stai tranquilla, va via”… lo riprendono e lo danno al papà mentre che l’ostetrica mi dice che ormai avevamo finito ma che ci voleva un altra spinta per la placenta…. le dissi che non avevo più forze, nel momento in cui cercai di farlo, mi mancarano le forze e feci notare che stavo svenendo, mi giro e le vedo agitate che mi devono infilare un ago in vena, mi giro a dx e vedo una signora che non prima c’era, ma aveva il volto sorridente che mi dice “stai tranquilla ora ci penso io a te” e mi addormentai pensando che avevo proprio bisogno di dormire e mi sentivo serena.

Mi svegliai dopo le 18, avevo freddo, ero nuda in un letto riscaldato e non so sotto a quante coperte di lana, un braccio legato e il sx abbastanza libero per strapparmi la mascherina dell’ossigeno, non capisco, ho paura e freddo tanto freddo, “tenetela ferma devo operare in campo sterile” mi coprono la testa con telo verde, non respiro, mi rimettono la mascherina, peggio, ho il disinfettante ovunque, anche negli occhi, quando capisco che volevano bucarmi il collo “sbatto” come un pesce fuor d’acqua, “fermaaaaaaaaa” riprova per la seconda volta la rifaccio peggio di prima, mi volto e vedo un ecografo, oddio, penso, “non vede che fa, ferma!!!”

Sono immobilizzata da un infermiere mentre un’altra mi tiene la mano, riesco però a sfilare la mascherina dell’ossigeno, mi da noia, respiro piano e in 5minuti è tutto fatto, ho un ago-cannula nella giugulare, braccio dx gonfio con flebo.

Piano piano vanno via tutti e io mi calmo: “Ciao Gabriella, come stai? Se stata portata qui per atonia uterina…”

“Qui dove? Cos’è?” Rispondo.

Rianimazione, ecco, mi spiegano tutto, sono frastornata, sul tardi arrivano anche mia sorella e mia madre, che mi guardano sorridendo e piangendo… noto di avere anche le sacche sangue attaccate, un catetere, il palloncino nell’utero e non so quante altre cose, attaccate alle 4 diramazioni del collo…

Resto sola, non riesco a pensare, sto male ho freddo GABRIELE???

Mi dicono che sta bene ed è bellissimo e di stare tranquilla… e io che ci faccio li invece di avere lui tra le braccia?

Ho trascorso li 4 giorni, l’unica cosa che potevo fare era riceve gli mms dal mio compagno che “allattava” il nostro piccino e vedere i filmini che mi portava giù…

Lui mi ha detto che quel giorno c’è stato un gran andirivieni che hanno chiuso la sala parto e che tutti correvano avanti e indietro…

il 15 settembre sono tornata il reparto… quando ho visto Gabriele quanto ho pianto, non ci potevo credere…

Ma non potevo allattarlo, avevo ricevuto e ancora avevo “bombe” in vena.

Ci hanno rimandati a casa il 17, sì perchè anche lui è rimasto ospite nella nursery: mi aspettava “il bimbo senza mamma non va da nessuna parte” grazie :-)

Ho raccolto, dagli infermieri e dalle oss, alcuni pezzi di quello che mi è successo e mi hanno detto di essere: 1° fortunata ad essere li ad ascoltare la mia storia e 2° di avere ancora l’utero intatto…

Ed io devo ringraziare Dio e tutti i medici, infermieri ed oss, sia della ginecologia che della terapia intensiva del San Giovanni Di Dio a Torregalli di Firenze.

Gabri&Gabri

 

Per chi volesse pubblicare il proprio racconto del parto, basta mandare il testo con una foto a elena@periodofertile.it. Verrà pubblicato il primo martedì disponibile (alla ricezione invierò la data precisa). Grazie!

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9 Commenti

  • AlessiaGinevra
    maggio 5, 2012

    è veramente una storia dura, ma w il lieo fineeeee!

  • pier+e+carla
    febbraio 1, 2012

    complimenti gabri,tanta tanta felicitàààààààààà
    alla tua famigliaaaa

    • gabriella
      febbraio 4, 2012

      grazie :)

  • Barbara, Mamma (Sardegna)
    Mamma di Viola Ginevra (1 anni e 9 mesi circa)
    gennaio 31, 2012

    ciao tesoro, sono infermiera in Rianimazione e capisco cosa hai passato, ma leggerlo dall’altra parte mi ha fatto sentire al tuo posto (lo sbattersi come un pesce fuor d’acqua ha reso l’idea benissimo!) e mi hai fatto venire i brividi e le lacrime agli occhi. Sono felice che sia andato tutto bene, compreso aver conservato l’utero per un prossimo eventuale fratellino a Gabri, che ha una mamma davvero fortunata e coraggiosa. Un abbraccio a entrambi.

    • gabriella
      febbraio 4, 2012

      grazie mille :) per i fratellino ci sto pensando

  • Daria, Mamma (Germania)
    Mamma di Lorenzo (2 anni e 7 mesi circa) Adriano (0 anni e 11 mesi circa)
    gennaio 31, 2012

    Caspita che esperienza! che trauma…meno male che è andato tutto bene sia per te che x il cucciolo!! un abbraccio :)

  • Futura
    gennaio 31, 2012

    Mamma mia per foertuna e’ andata bene!
    Io con tutto il rispetto per la povera Gabri, spero di riuscire a dimeticarlo x il prossimo parto, forse sarebbe stato meglio non leggerlo!!
    Comunque santa e buona vita!!

    • gabriella
      febbraio 4, 2012

      immagino… ma io che l ho vissuto cmq sto pensando a un fratellino per gabriele… nonostante tutto, lo rifarei, tutto…. certo la paura c’è ma il desiderio è più grande!!!