
Era il 16 agosto 2011, il giorno del nostro primo mese di matrimonio, e quel giorno abbiamo saputo che ad aprile sarebbe arrivato un piccolo erede ad allargare la famiglia. I nove mesi di gravidanza sono volati e sono stati bellissimi, ricchi di sogni, aspettative e curiosità, aumentata dal fatto che avevamo deciso di non sapere il sesso del cucciolotto.
Il giorno della D.P.P., il 14 aprile, è arrivato e passato senza che avessi nessun sintomo particolare o dolore e così siamo arrivati al 18. Il pomeriggio sono andata all’ospedale con mio marito per il monitoraggio, ma, come mi aspettavo, non avevo nessuna contrazione e l’erede stava benissimo.
Proprio mentre stavamo uscendo, ho visto la mia ginecologa che era di turno; decide di visitarmi e, durante il controllo, ho perso il tappo e mi si sono rotte le acque superiori (non ho ancora capito se sia stato per l’intervento della dott.ssa o se sia avvenuto naturalmente…); questo significava solo una cosa: ricovero! Dopo un iniziale smarrimento dovuto al fatto che non me lo aspettavo assolutamente, mi sono ambientata e insediata in camera; continuavo a stare bene e a non avere dolori.
Alle 22:00, durante un altro controllo della mia ginecologa che faceva anche la notte, mi si sono rotte le acque (anche questa volta credo per suo intervento), ma ancora niente contrazioni. E siamo andati avanti così fino alle 22:00 del giovedì 19, senza che apparentemente fosse cambiato nulla, nonostante le lunghe camminate per i corridoi e le scale fatte su e giù per tutto il giorno.
Dalla visita hanno visto che ero arrivata a 4 cm di dilatazione senza dolori e hanno deciso di farmi la flebo con l’ossitocina. Verso le 23 sono iniziati i dolori e per fortuna le ostetriche mi hanno staccato il monitoraggio e mi hanno fatto camminare, con mio marito che mi reggeva la flebo e mi sosteneva con la respirazione e i movimenti del bacino a ogni contrazione.
Alle 24 siamo entrati in sala travaglio con dilatazione completa. Non mi sembrava vero, al corso ci avevano detto che la parte peggiore era arrivare alla dilatazione e che la parte espulsiva sarebbe passata in un attimo… Invece per me là è inizata la parte peggiore… Dopo alcune spinte sbagliate, ho capito il meccanismo e spingevo con tutta me stessa, ma niente, l’erede non usciva…eppure io mi stavo impegnando un sacco e facevo tutto quello che mi dicevano le ostetriche.
Mio marito praticamente spingeva con me, mi teneva la mano e mi rinfrescava il viso con acqua, ma nulla. Dopo circa 2 ore di spinte, sono arrivate in sala la ginecologa di turno e la mia dott.ssa, richiamata per assistere al parto. Anche loro hanno cercato di aiutarmi a far uscire l’erede, che nel frattempo dormiva e non partecipava per niente… con loro è passata un’altra ora, in cui tutto lo staff ha collaborato, spingendomi sulla pancia, alzandomi le ginocchia, dandomi la mano, e a ogni spinta mi dicevano che si vedevano i cappelli, che stavo andando bene, di non mollare… ma l’erede non usciva e a quel punto la mia ginecologa ha deciso per il cesareo, perché a causa dell’epifisi troppo alta la testolina non riusciva ad uscire.
Mi è dispiaciuto un sacco, volevo un parto naturale, ma ormai erano le 5 e io ero distrutta, stanca e affamata. Ho salutato mio marito e verso le 6 sono entrata in sala operatoria; alle 6:15 ho sentito dire “È un bel maschietto” e mi sono addormentata, stremata e felice.
Ho visto Luigi verso le 9 del mattino e da quel momento la mia vita è cambiata per sempre. La sua nascita è stata l’esperienza più bella, ricca e gratificante della mia vita, resa indimenticabile anche dalla professionalità e umanità delle dott.sse e delle ostetriche e dalla presenza fondamentale di mio marito. Comunque vada il parto, si dimentica tutto in un attimo, appena s’incrocia lo sguardo dei nostri figli, che abbiamo portato per 9 mesi dentro di noi e che sono finalmente con noi per rendere la nostra vita migliore!
Per chi volesse pubblicare il proprio racconto del parto, basta mandare il testo a elena@periodofertile.it. Verrà pubblicato il primo martedì disponibile (alla ricezione invierò la data precisa). Grazie!



















Bea, io l’avevo già letto… e come Silvia…Piango!!! ah ah ah!!!!
un bacione!!!!!!!!
In attesa di Nicolas
Data del parto 21/04/2012.
Bea il tuo racconto è bellissimo!!
Piango !!!…nn dico altro.
BEA E LUIGI vi voglio bene.
Mamma di Luigi (1 anni e 1 mesi circa)
grazie Silvietta!
anche noi a voi