Dopo il parto ogni mamma attraversa un momento di smarrimento e di sconforto. E’ una sensazione malinconica che coinvolge circa l’80 % delle mamme e che viene definito Baby Blues. Dalle mie parti le anziane lo chiamano il “Pianto da Latte”.
Ho pianto anch’io nei primi giorni di ritorno dall’ospedale, vuoi per stanchezza, vuoi per quei sconvolgimenti ormonali che dobbiamo subire. Ma è una sensazione momentanea e assolutamente passeggera. E’ causato non solo dagli ormoni ma anche da tutto quel turbine di emozioni che viviamo dal momento in cui partoriamo il nostro bambino.
Tutto è quindi normale se dura pochi giorni.
C’è da preoccuparsi quando il pianto non si ferma e si associa a un senso di inadeguatezza e sopraffazione. In questo caso non si parla più di Baby Blues ma di Depressione Post Partum un problema molto serio che affligge oggigiorno sempre più mamme e che non fa assolutamente sottovalutato.
Riporto di seguito l’Intervista alla Dott.ssa Chiara Magrin che collabora con il servizio Promozione Familiare dell’ULSS 3 di Bassano Del Grappa e coordina alcune Equipes psico-socio-eductive distrettuali.
Questa intervista è contenuta nella “Guida Mamma e Bimbi” creata con il patrocinio della Regione Veneto, del Comune di Vicenza e delle ULSS 6, 3 , 4 e 5 del Vicentino.
Come si riconosce la depressione post-partum dalla tristezza fisiologica che segue il delicato momento del parto?
E’ soprattutto una questione di tempi. Il baby blues viene classificato come un disturbo dell’umore, legato alla stanchezza fisica e psicologica, al forte stress che una donna si trova ad affrontare, ai mille dubbi ai quali si trova di fronte quando accudisce il suo bambino. Nella maggior parte dei casi, però, basta un po’ di conforto, un minimo di auto in più da parte dei familiari o del personale medico, affinche la sua situaizone rientri nella normalità. La depressione post-partum invece può insorgere anche un mese dopo il parto ed è caratterizzata da una irritabilità costante, da crisi di pianto senza ragioni apparenti, dalla convinzione persistente di non essere in grado di accudire il neonato. Si tratta di sentimenti molto forti, che non permettono più alla donna di condurre un’esistenza normale e che condizionano la sua vita, quella del bambino e quella dell’intera famiglia, per settimane o addirittura mesi.
C’è una predisposizione a questo disturbo? E’ possibile in qualche maniera prevenirlo?
Non si può sapere come una futura mamma reagirà dopo il parto e non è detto che chi in passato ha sofferto di depressione necessariamente torni a stare male, dopo aver dato alla luce il bimbo. Certo è che le donne che affrontano la gravidanza e la nascita di un nuovo essere umano in un periodo già difficile della loro vita, magari a causa di un lutto o comunque di eventi particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo, possono avere maggiori difficoltà nel gestire la maternità.
Una vera e propria predisposizione non esiste e nemmeno il fatto che la donna abbia già altri figli elimina il rischio.
Quando una donna, o le pesone che le stanno vicino colgono i primi segnali di questo tipo di disagio, come devono comportarsi per evitare che la situazione degeneri?
In linea di massima dovrebbe evitare ogni situazione che possa aumentare lo stato di ansia in cui si trova. Tanto per fare esempi concreti, basta ridurre le visite da parte dei parenti e degli amici che, credendo di far piacere alla neo mamma, forniscono una serie di consigli non richiesti, aumentando la sensazione di inadeguatezza e la confusione che già prova. A questo si può aggiungere il fatto di accettare l’aiuto offerto dai familiari per la gestione delle faccende domestiche, in modo che la donna venga in parte sollevata dai suoi impegni. La mamma dovrebbe inoltre riuscire, almeno per i primi tempi, a coordinare la propria giornata con quella del bambino, riposandosi quando il piccolo dorme e non approfittarne magari per stirare o per sistemare le faccende domestiche. O ancora, conservare o individuare alcuni interessi personali, come l’attività fisica, un hobby, del tempo da dedicare solo a se stessa inserendolo nella programmazione delle attività giornaliere.
Sbagliatissimo sempre, liquidare lo stato di ansia e depressione con un lapidario “Passerà! Succede a tutte le donne”. Per chi sta male è la cosa peggiore da sentirsi dire.
E quando tutto questo non è sufficiente? Quando la donna o la sua famiglia si rende conto che il problema persiste a chi bisogna rivolgersi?
Nella maggior parte delle Ulss esistono servizi creati appositamente per supportare le mamme che si trovano ad affrontare una situazione critica. Tra i primi interlocutori ci sono le ostetriche, che sono state formate in moda da essere in grado di capire se davvero la mamma ha qualche problema nella gestione del bambino o se è solo una sua situazione di inadeguatezza. Nelle Ulss del vicentino esiste il “percorso Nascita” che affianca la donna per tutto il corso della gravidanza e per il primo periodo dopo la nascita del bambino. Al suo interno si svolgono i corsi di preparazione al parto, che affrontano temi più specifici, legati alla sfera psicologica e non solo a quella fisica. Dopo la nascita inoltre , chi si rivolge all’ Ulss 3 (ma anche all’ Ulss 4 ) ha la possibilità di usufruire di sue incontri di gruppo, rivolti alle neo mamme, e che permettono il confronto tra donne che stanno affrontando le stesse situazioni, con la supervisione di personale qualificato, in grado di fornire tutti i suggerimenti più adatti.
Al di là dei corsi e degli incontri, esiste uno sportello di riferimento al quale le mamme possano rivolgersi se si trovano in difficoltà e non sanno con chi parlare?
Presso l’Ulss 3 esiste in determinati orari un ambulatorio ostetrico al quale si può afre riferimento per difficoltà particolari legate ad esempio all’allattamento, alla cura del cordone ombelicale o alla medicazione dei punti di sutura. Per ora si tratta solo di una consultazione telefonica, a cui può seguire un eventuale appuntamento, ma a breve dovrebbe aprire uno sportello vero e proprio.
Quando le ostetriche si rendono conto che quelli che sono semplici dubbi vengono affiancati da una carica emotiva eccessiva, sono preparate per riconoscere i segnali della depressione post partum e sanno capire quando serve una consulenza più specifica.
Molte donne nascondono il proprio malessere, perchè pensano che chiedere aiuto significhi non essere delle brave mamme. E’ davvero così?
Assolutamente no. Non si è cattive mamme solo perché si è depresse. Ci sono mamme che arrivano a non essere più nemmeno in grado di toccare i loro bambini, perchè sono convinte che faranno loro del male. Ma la maternità non è quella che si vede in televisione: non si nasce mamme e l’istinto materno non è un sentimento innato, che compare come per magia con la nascita del bambino.
Soffrire di depressione post partum non è una cosa di cui vergognarsi ed è meglio rivolgersi il prima possibile a chi ci può dare una mano, per poter tornare subito ad accudire il proprio figlio, invece che aspettare troppo tempo, solo perchè ci si vergogna di ammetetre il problema.
Prima si interviene e più facile è uscirne.





































elena hai fatto ed inserire qesto articolo.
io del primo figlio sono stata un po cosi,nn mi sentivo all’altezza di accudire il mio piccolo piangevo sempre ero distrutta dalla stanchezza, leonardo piangeva sempre giorno e notte nn si fermava mai ed io ero davvero esasperata,mio marito lavorava tanto in quel periodo e nn avevo aiuto,ho passato davvero un momento di sconforto troppo brutto,solo con l’aiuto di mio marito mi sono ripresa,nn so se si pùò chiamare depressione post partum la mia però e stata dura…
adesso sto bene nn ho problemi forse anche perchè ho già un altro figlio nn so,cmq sono felice e spero continuii sempre cosi.
Mamma
vicenza
Età: 35
Non mi devi ringraziare Jeje.Questo sito è nato con l’intento di dare informazione, di dare uno spazio per condividere le proprie sensazioni e le proprie emozioni. E sono contenta quando vedo che è utile alle future mamme, alle mamme e in genere alle donne che stanno attraversando un momento difficile!
Tu sei una donna molto forte Jeje e sicuramente una bravissima mamma. Vedrai che potrà andare solo che bene! Un bacione!