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Le mamme e il senso di colpa



Tutte le mamme sperimentano nuove e tante emozioni con la nascita dei loro bambini. Ma tra le tante emozioni quali gioia, felicità, rabbia, paura ecc. è il senso di colpa che mette a dura prova il benessere psicologico delle mamme.

Il senso di colpa porta le mamme ad un atteggiamento mentale nel quale si sentono sbagliate, pensano di essere in errore nei confronti dei loro piccoli di casa e del resto della famiglia.

Tante situazioni come il dover riprendere il lavoro dopo la nascita del bambino, dovergli dedicare meno tempo o lasciarlo in una struttura per l’infanzia, sentirlo piangere e trattenersi dal consolarlo, portano a galla questo tremendo senso di colpa che si impossessa della mente. Nonostante non sia così semplice lasciarlo alle spalle, bisogna imparare ad averlo come “alleato” per poter vivere una vita fatta di meno ansie e paure.

Le mamme si sentono in colpa perché, anche se consapevoli di aver dato alla luce la persona più importante della loro vita, si domandano se saranno in grado di accudire, di amare, di educare questa nuova vita nel miglior modo possibile.

Il diffuso senso di colpa è legato alla visione razionale della vita in quanto esseri umani e non ha però motivazione di esistere.

Per placare il senso di colpa le mamme tendono a soddisfare le richieste anche eccessive del bambino, mentre sia un bambino di pochi mesi che di qualche anno non può avere tutto quello che desidera o scegliere lui per la mamma. Per rispetto del bambino e nostro è giusto che si imparino ad assecondare i sensi di colpa e si impartiscano le piccole o grandi regole in funzione della buona crescita del bimbo.

Per fare degli esempi pratici abbastanza ricorrenti cercherò di proporre una situazione tipo. La mamma riprende il lavoro dopo qualche mese dal parto (spesso molto entusiasta perché trascorrere tutta la giornata con il piccolo risulta più stressante che tornare al lavoro) e si innesca il primo senso di colpa. Torna a casa la sera stanca dal lavoro ma felice di riabbracciare il suo piccolino. All’inizio c’è la vitalità di aver ripreso la quotidianità e ritrovarsi la sera in ottima compagnia, ma dopo qualche settimana si ritrova con il sovraccarico delle faccende da sbrigare concentrate nelle poche ore serali. Questo fa si che il tempo da poter dedicare al bambino sia poco e frammentato, con la conseguenza che il bimbo risente della mancanza di attenzione e manifesta col pianto il suo disagio. A questo punto la mamma si sente in colpa perché sta sottrae attenzioni al figlio pur dedicandosi ad attività pratiche necessarie al bambino, come la preparazione della cena o il lavaggio del bucato. Il tempo però che dedica al bambino lo sente come insufficiente e di scarsa qualità e si pone quindi con un atteggiamento negativo.

Il mio consiglio è quello di introdurre un gioco con il bambino per circa 15 minuti prima di mettersi ai fornelli e insegnargli a continuare da solo. Successivamente lasciarlo solo, ma sempre se è possibile, nella stessa stanza con la supervisione della mamma per rassicurarlo mentre gioca, rivolgendogli un semplice sorriso di tanto in tanto. Si può far giocare con utensili da cucina come le spatole di silicone da mordere, qualche tegame su cui sbattere per fare rumore, presine di stoffa, ovviamente tutto ciò che non è pericoloso. Il bambino deve imparare a manipolare anche oggetti differenti da quelli che solitamente chiamiamo giochi, in quanto è uno dei modi per assicurare al bambino una ricca esperienza in una fase in cui il suo cervello è predisposto a ricevere, a sviluppare connessioni e a utilizzare le informazioni raccolte. Erroneamente spesso si pensa che un bambino “stia solo giocando” in realtà bisogna imparare ad osservare i propri figli, mentre esplorano questi nuovi materiali, per rendersi conto che sta sviluppando un apprendimento attivo già nel suo primo anno di vita.

Il bambino sarà vicino a voi e piano a piano capirà che in quel momento la mamma è occupata a preparare la cena.

Tutto ciò non sarà apprezzato nell’immediato dai bambini che potranno continuare ad urlare e a piangere ma anche se arrabbiati e urlanti non si traumatizzeranno! Dopo qualche giorno se la mamma non avrà desistito da questo metodo, piano piano sarà riuscita nel suo intento: giocare ed educare suo figlio, preparare la cena (anticipare qualche lavoro del giorno dopo), cenare tutti insieme in un clima sereno e verso una nottata tranquilla….e soprattutto tenendo sotto controllo i sensi di colpa!!

..ora non resta che condividere con il papà questo comportamento acquisendo un metodo educativo  appropriato al piccolo di casa!!

Ci tengo a precisare che i bambini anche se frequentano Asili nido, baby sitter e nonni per molte ore della giornata per esigenze lavorative dei genitori non dimenticano in alcun modo le figure genitoriali e sono perfettamente in grado di distinguere i vari ruoli delle varie figure. Le abitudini dei bambini possono ovviamente modificarsi frequentando altri luoghi e persone, perché in base ai contesti che frequenta ci sono delle routines che il bambino assimila ma ciò non vuol dire che dimentichi quello che solitamente può fare con mamma e papà quando sono a casa e/o ritornano dal lavoro. Laddove non si faccia propria la consapevolezza di ciò, e persista uno stato di disagio e di paura del distacco dal figlio si consiglia l’eventuale supporto di un psicologo o psicoterapeuta.

Dott. ssa Erika Silighini

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8 Commenti

  • lellymam, Mamma (ancona)
    In attesa di ...
    Sono a 116+6 settimane. Data del parto 04/12/2012.
    febbraio 22, 2012

    Sono molto preoccupata ma anche triste, prima di tutto vivo a casa del ragazzo mio abbiamo una bambina di quasi 3 mesi, per motivi di soldi e lavoro stiamo dai suoi genitori, cosa che a me non piace ma ci hanno aiutato tanto. Ora forse dovrei andare a lavorare, piacerebbe tanto anche a me poter essere dipendente, ma ce un gran problema i genitori del ragazzo mio fumano e sempre dentro casa, da quando è nata la mia piccola non fumano più dentro casa così hanno deciso loro io non ho detto nulla e questo l’ho apprezzato molto, ma da ormai un mese che fumano dentro casa loro con la porta aperta e anche in bagno dove lavo e curo la mia piccolina ammetto che da fastidio anche a me il fumo e tanto quindi per la mia piccola sarà ancora peggio visto che è così piccola e fa anche male, questa cosa non me piace per niente ma non posso dire ne fare niente, ma mi dispiace tanto che non possa andare a lavorare perché andando a lavorare dovrei lasciare la mia piccola con la nonna e non posso vedere niente, so che faranno come fanno ora e non essendoci la mia piccola ne sentirebbe, non voglio farle del male lasciandola sentire tutto quel fumo, non me fido nemmeno al doverla lasciare con la nonna perché come la tratto e curo io non lo fa nessuno, vorrei tanto un consiglio amo la mia piccola e lascerei anche l’opportunità di poter lavorare per stare con lei. Cosa potrei fare?

  • Gea & Giulia, Mamma (Napoli)
    Mamma di Giulia (1 anni e 9 mesi circa)
    gennaio 10, 2012

    credo d essere l’unica “psicopatica” ke soffre x questo argomento!

    io nn ho il senso d colpa… io proprio nn concepisco l’idea del distacco…. separarmi tante ore….
    a me pesa uscire x andare a fare la spesa xkè sto senza lei…

    bè prima m dovrei presentare: sn gea ho 31 anni, sono di napoli, sposata da 5.
    il 14 agosto è arrivata giulia, prima gravidanza
    seguito corso pre parto, lavorato fino all’8°, lavoro da ke m sn diplomata e l’occupazione attuale è la stessa da 10 anni.
    parto naturale,tutto tutto naturale…. ricoverata alle 10 giulia è nata alle 21

    sn ancora a casa, fatto 4+1 cm maternità,ora sn in ferie e poi almeno 2 mesi d facoltativa almeno x svezzarla
    cm dicevo il mio principale “problema” è il distaccarmi sotto qualsiasi forma… anke andare al supermercato….
    poi quando penso al rientro al lavoro…. bè piango e divento iper nervosa….
    ho la “fortuna” ke giulia sarà accudita benissimo xkè starà con mia madre… però…. nn starà con me… ed io questo lo trovo “assurdo”
    ho paura ke poi io non la “conosco” +…. ke nn sappia + le sue abitudini, i suoi modi…. e ke lei s stakki da me….

    molte cose ke ho letto in questa pagina m hanno risollevata un pò ed anke illuminata……. ma x il resto… m sento un “caso disperato”
    a parole nemmeno posso spiegare cosa provo…. e nn esagero….non so cm “aiutarmi”….e soprattutto cm stare tranquilla ke nulla romperà il legame tra me e giulia…..e ke nonostante il lavoro sarò sempre la prima a capire al meglio la mia bambina…..

    grazie

    • Elena, Mamma (Vicenza)
      Mamma di Veronica (7 anni) Francesco (4 anni)
      gennaio 12, 2012

      Non sei un caso disperato Gea, questi sentimenti li ho provati anch’io…il ritorno al lavoro è stato abbastanza traumatico, ma superato lo scoglio dei primi giorni diciamo che le cose sono migliorate…
      però la paura che si stacchi da te…è infondata. non succederà mai Gea. arriverò il giorno che Giulia andrà all’asilo e starà lì parecchie ore ma vedrai sempre i suoi occhi illuminarsi quando la andrai a prendere. Sarai sempre il suo punto fermo ma purtoppo non possiamo vivere completamente in simbiosi con i nostri bimbi. hanno bisogno anche loro del loro spazio, di fare cose diverse e di stare con altri bambini o con persone diverse. fa parte della vita…Siamo cresciute anche noi in questo modo e tutto sommato non siamo cresciute male ;)
      Un bacione!

      • Gea & Giulia, Mamma (Napoli)
        Mamma di Giulia (1 anni e 9 mesi circa)
        gennaio 12, 2012

        Elena cara…. grazie!
        la storia dell asilo, in effetti, è la cosa ke + m fa riflettere… nel senso ke cmq il distacco c sarà …. ed è giustissimo così…. io voglio una bimba socievole….
        “i suoi occhi illuminarsi “….. grazie x questa frase…. voglio credere ke sarà così…. xkè in effetti in cuor mio… lo so…. sarà così….
        grazie elena e…. perdonatemi x quanto sn “pesante”
        1 bacione!

        • je84, Mamma (Novara)
          gennaio 15, 2012

          Gea non sei l’unica…
          Mi presento: sono jessica, ho 27 anni e sono di novara, sposata da 3.
          Il 5 maggio è nata Alessia, alla 35° settimana di gravidanza…prima gravidanza..ma con parto cesareo per problemi insorti alla piccola (fortunatamente risolti).
          In questi giorni ho dovuto decidere di riprendere a lavorare a tempo pieno.. nn so come farò a staccarmi dalla mia cucciola.. al sol pensiero mi viene da piangere! Ma sto cercando di convincermi che sarà la cosa migliore per il suo futuro!

          • Gea & Giulia, Mamma (Napoli)
            Mamma di Giulia (1 anni e 9 mesi circa)
            gennaio 15, 2012

            ciao je, piacere…. cm t capisco…. io c piango molto su sta cosa…. se vuoi io m collego tt i giorni…. se t va d parlarne… bè c s potrebbe “aiutare”

          • je84, Mamma (Novara)
            gennaio 15, 2012

            piacere mio gea..anche io mi collego più o meno tutti i giorni..x me nn c sn problemi.. magari riusciamo a superare qsta cosa