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Il passaggio del bambino…e del genitore dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia



Molti genitori hanno portato i propri figli in una struttura per l’infanzia sin dai primi mesi di vita del piccolo. Mentre qualcuno ha avuto la possibilità di tenerli a casa con se, con i nonni o con una baby-sitter. Per tutti però arriva il momento di passare da un ambiente protetto e ovattato come il nido o la propria casa a quello della scuola dell’infanzia dove, per effetto della crescita, si predilige l’autonomia del bambino.

Vorrei rassicurare tutti i genitori spiegando che la loro preoccupazione è lecita ma può essere superata senza timori.

I bambini arrivati all’età dei 3 anni hanno tutte le abilità motorie e cognitive per affrontare le routines quotidiane in quasi completa autonomia, come fare la pipì e tirarsi su le mutandine e i pantaloni, lavarsi i denti, allacciarsi il giubbotto, mangiare da soli, rimanere più a lungo seduti per le attività didattiche che le insegnanti propongono. I bambini sono in grado di relazionarsi con i pari e con gli adulti che fino a quel momento si sono presi cura di loro. In questi primi anni di vita hanno anche imparato ad osservare delle piccole regole, a far parte del piccolo gruppo di amici e del grande gruppo composto anche da adulti.

I bambini sono in grado di ascoltare e percepire la preoccupazione e di conseguenza potrebbero cominciare anche loro a preoccuparsi per qualcosa che non è così traumatico se vissuto serenamente, quindi la tranquillità dei genitori aiuta anche loro.

Ovviamente il passaggio spaventa, in quanto il rapporto numerico cambia, normalmente una sezione è composta da almeno 20/25 bambini che non vengono sempre aiutati e supportati in tutto in quanto crescono, e giustamente devono raggiungere passo dopo passo la totale autonomia.

Tutto ciò permetterà ai bambini di crescere nel miglior modo possibile, perché come non esistono educatori e insegnati perfetti, non esistono nemmeno genitori perfetti, è importante dare fiducia agli insegnati dei propri figli perché loro hanno le competenze giuste per aiutare, consolare e sostenere i bimbi nella loro crescita.

I genitori possono agevolare il passaggio all’ambiente nuovo stimolando i bambini , durante le vacanze estive, attraverso racconti su com’è la struttura, come si chiama, sulle attività che farà, i nuovi amici che conoscerà, cercando di stimolarlo sempre più nelle autonomie quotidiane.

Mamma e papà possono farsi aiutare ad apparecchiare e sparecchiare, possono stimolare i bimbi a vestirsi da soli, a scegliere con criterio i giochi da portare in vacanza facendosi spiegare il motivo e soprattutto rispettando i loro tempi nel fare da soli, perché solo così impareranno. “Imparate genitori anche ad ascoltare i vostri bambini che se anche impiegano 5 minuti per dire una frase stanno comunicando con voi”. Come non piace agli adulti quando qualcuno mette fretta o interrompe un discorso.

Un’altra cosa che consiglio a tutti i genitori è quello di non portare i bambini in braccio perché la sicurezza e il calore che danno le braccia della mamma rendono difficoltoso il passaggio all’insegnate, tanto più che i bambini hanno tutte le capacità per camminare sulle loro gambe. Per stimolare la passeggiata macchina-ingresso si possono adottare dei piccoli riti, ad esempio la porta o il cancello verranno aperti a giorni alterni dal bambino e dalla mamma o dal papà.

Vorrei inoltre dire ai genitori che quando lasciate i vostri figli dovete cercare di non soffermarvi troppo sull’ingresso , rassicurate i bambini velocemente spiegando che dovete andare al lavoro per comprare il cibo, per comprare i giochi, i vestiti ecc. e con un bel “ciao…” ve ne andate. I bambini di quest’età non hanno ancora la percezione del tempo, ma bisogna evitare di dire bugie tipo”torno subito” “faccio la spesa e torno”, perché impareranno presto che è una bugia. Più voi sarete decisi e coerenti nel momento del distacco più loro saranno sereni e inizieranno tranquillamente la loro giornata alla scuola dell’infanzia. Il consiglio è quindi di sorridere e andarsene. Quando chiuderete la porta o sarete in macchina sarete presi un po’ dall’emozione legittima dell’abbandono che accompagna il primo giorno e dai sensi di colpa soprattutto se avete lasciato vostro figlio che piangeva e non voleva rimanere, ma bisogna ribadire che i bambini sono lo specchio del disagio del genitore.

 Dott.ssa Erika Silighini

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