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Gemelli vs ciuccio: 2 a 0 vittoria schiacciante!

Nella mia personalissima esperienza con Giulia e Davide, il ciuccio è stato un alleato validissimo, consentendomi di gestire i momenti di picco con entrambi i bimbi disperati e bisognosi di consolazione e consentendomi di lenire un po’ il tormento del rigurgito di Davide, che dai due mesi allo svezzamento non l’ha mai abbandonato. Per il primo anno di vita, quindi, il ciuccio è stato compagno fedele per i miei bimbi e accessorio indispensabile per me: non si poteva uscire senza e per casa ne avevamo disseminati un po’ ovunque…. Ovviamente sempre tutto moltiplicato per due! :-)

Superato l’anno di vita, temendo che l’attaccamento potesse degenerare in assoluta dipendenza, in famiglia abbiamo deciso di ridurre il tempo di utilizzo del ciuccio alla sola nanna. Il ciuccio è divenuto parte del rito della buona notte e ha continuato ad aiutarci a gestire un sonno travagliato e fortemente discontinuo, da sempre caratteristica di Giulia e Davide.

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Durante il giorno, invece, il ciuccio per magia scompariva. Già prima della nostra decisione di graduale sospensione, spesso i bimbi stessi si dimenticavano del ciuccio presi dal gioco e dalle mille attività. Semplicemente in questa fase, quando la stanchezza o la noia aveva il sopravvento, e sopraggiungeva il desiderio del ciuccio, alla richiesta dei bimbi, veniva spiegato loro che il ciuccio era solo per la nanna. Dopo le fievoli opposizioni dei primi giorni, la comparsa-scomparsa del ciuccio è stata accettata ed è proseguita con gradualità e ritualità. Non ci sono stati drammi o crisi di pianto inarrestabili, quasi a confermare che il momento di parziale stacco era quello corretto. Il “fattore gemelli” in questo caso è stato di aiuto anziché di ostacolo: essere in due, distrarsi a vicenda nel gioco e assimilare in due il concetto di “assenza del ciuccio durante il giorno” ha reso il passaggio indolore.

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La fatina dei ciucci

Con i due anni e mezzo è arrivata l’ora di rompere definitivamente il legame, o così per lo meno abbiamo ritenuto opportuno in famiglia. E qui la preoccupazione di mamma e papà, già fortemente provati per la privazione del sonno dei precedenti due anni e mezzo, ha fatto un po’ da freno.

Temevamo un po’ che togliere il ciuccio a bimbi, volesse dire togliere ulteriori ore di sonno a noi…

Abbiamo allora cominciato a studiare il momento ideale per intervenire e la modalità più indolore suggerita nei blog o nei manuali. Forte dell’esperienza raccontata da altre mamme nel magico mondo di Internet, ho cominciato a raccontare ai miei bimbi che presto sarebbe arrivata la fatina dei ciucci e che per lei avremmo dovuto preparare una scatola magica in cui depositare una sera i ciucci in cambio di fantastici regali. Un sabato mattina qualunque, al supermercato, ho deviato la traiettoria del carrello nel reparto giochi e ho chiesto ai bimbi cosa volessero vedersi recapitare dalla “fatina dei ciucci”. Davide ha puntato subito su una ruspa gialla, mentre Giulia ha cercato il puzzle più grande che potesse reggere tra le braccia.

La sera stessa in salotto c’era uno scatolone in cui avremmo depositato i ciucci e ritrovato i regali. Con la collaborazione del papà abbiamo fatto lasciare i ciucci nella scatola e dopo averli distratti in altro, abbiamo portato a termine la magica sostituzione. I bimbi hanno scartato con sorpresa i regali e insieme hanno validato l’ipotesi di un passaggio della fatina dei ciucci. Quella notte e le successive tre, Davide e Giulia hanno preso sonno abbracciando i loro regali, ma avendo coscienza dello scambio, non hanno mai protestato. Faceva sorridere vedere Giulia abbracciata alla scatola di un puzzle grande quasi quanto lei.

La facilità con cui hanno dimenticato il ciuccio è stata una vittoria impagabile e quasi sorprendente per noi adulti. Avremmo immaginato proteste e reazioni diverse dai due gemelli, con tempi diversi di reazione, ma invece, proprio il loro essere così fortemente in sintonia, ha consentito lo stacco in un unico balzo. Il potere dell’essere in due, in questo caso, li ha aiutati a rendersi indipendenti e a farsi coraggio nella nuova condizione. A distanza di qualche settimana, anzi, hanno cominciato ad additare altri bimbi con il ciuccio e a dire “Blea ciuccio! E’ solo per bambini piccoli, poi passa la fatina con i regali”.

E adesso a tutta forza verso lo spannolinamento… cercando nuove fatine e testando nuovi gradi di consapevolezza e di maturità.

Mamma Paola

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