E’ di questi giorni la notizia che Cristiano Ronaldo , il plurimiliardario giocatore portoghese del Real Madrid, è diventato padre.
Fin qui, vista la fama di playboy del calciatore, nulla di cui stupirsi.
La triste notizia però è che Ronaldo ha letteralmente comprato il proprio figlio dalla madre, una cameriera americana con cui ha avuto..ehm..chiamiamolo ”incontro occasionale”.
Il costo del bambino (uso questi termini brutali ma è così) nato lo scorso giugno, è di circa 12 milioni di euro che il calciatore verserà alla madre in cambio del suo silenzio fino al compimento del 18° anno di età .
Naturalmente tutto ciò è stato regolarizzato dal test del DNA effettuato sul bambino poco dopo la sua nascita, con cui Cristiano Ronaldo ha avuto la certezza di esser diventato padre.
Il bambino verrà cresciuto dalla famiglia di lui visto che sono tutti molto cattolici e attaccati ai valori della famiglia, (qualcuno però deve spiegarmi che cos’ha di cattolico la fama di tombeur de femmes di Ronaldo…mah)
Dopo aver letto questa notizia mi sono chiesta come può una madre vendere il proprio bambin0 dopo averlo tenuto in grembo per 9 mesi, averlo visto nascere e poi non vederlo mai più..18 anni sono tantissimi, un’enormità. Un tempo più che sufficiente per diventare dei perfetti estranei.
E come può un padre comprare il silenzio di una madre?
E ancora …come si fa a fissare il prezzo di un bambino? Di proprio figlio?
Per me rimane un mistero un grande, triste mistero.
































nn potevo nn commentare questa notizia..
io nn so come si possa vendere il proprio figlio, io nn lo avrei mai fatto manco per tutto l’oro del mondo,, e lui che faccia tosta chiedere alla madre del bambino di venderglielo,nn ho parola i bambini nn sono caramelle o giocattoli,bòòòòòòòò!!!!!!
Notizia a dir poco allucinante ma nulla se si pensa ai bambini gettati nei cassonetti della spazzatura!!!
Mamma
vicenza
Età: 35
secondo me invece il concetto è molto simile. In entrambi i casi la vita umana è considerata al pari di una merce: da comprare, vendere o buttare a seconda delle situazioni. Questo è il triste mondo in cui viviamo…