Perchè nascere donna non sia più una condanna



Arpita è la bimba che abbiamo adottato da pochi mesi con Actionaid. Abbiamo già visto in un precedente articolo quali siano le modalità dell’adozione  a distanza e come si svolge.

Oggi volevo parlarvi del contesto sociale in cui vive Arpita e da cui spero con tutto il cuore possa emancipare per avere un futuro migliore, grazie ai progetti che ActionAid porterà avanti.

I distretti di Keshabpur and Shyamnagar sono caratterizzaticome del resto gran parte del Bangladesh, da una condizione femminile a dir poco drammatica. Purtroppo al giorno d’oggi in troppe zone del mondo nascere donna non è un dono..anzi.

Le donne sono escluse da qualsiasi processo decisionale, non hanno alcuna libertà di scelta e di espressione, sono vittima di abusi sessuali, molte delle volte in famiglia,  di violenza domestica, sono offese, derise e sono soggette a ogni tipo di sopruso, anche al traffico e omicidio per dote.

Tutta questa violenza che le circonda ha instillato in loro un senso di insicurezza che ha tenuto le donne per anni e tutt’oggi legate alla casa, sfruttate economicamente e socialmente represse. E la povertà peggiora, se ancora fosse possibile, questa situazione

Le donne insomma sono discriminate, in famiglia, dallo stato e dalla società. A volte  donne e le ragazze  sono costrette un falso matrimonio e il traffico in India e in altri distretti del Bangladesh, spesso finendo nella rete della prostituzione. E’ molto diffusa anche a causa del fondamentalismo religioso, la pratica del matrimonio precoce e della poligamia. Le violenze domestiche a cui sono soggette non vengono però denunciate anche perchè loro stesse  non vogliono rendere pubblico  il problema. Lo considerano una questione privata e non una violazione dei propri diritti umani.

E’ anche a questo livello quindi che bisogna intervenire, dando più sicurezza alle donne, dando la tutela che meritano  in modo tale che possono denunciare i soprusi senza la paura di ritorsioni successive. Devono diventare consapevoli che la condizione in cui vivono, e le violenze che subiscono non sono una cosa giusta  e normale ma una piaga sociale da risanare, con l’impegno di tutti.

Oltre a queste difficoltà radicate nella tradizione, le donne e i bambini devono far fronte a problematiche quotidiane di sopravvivenza. Come la mancanza di acqua potabile e la mancanza di cibo. In genere sono le donne e anche le bambine in tenera età  addette alla raccolta dell’acqua. Spesso devono compiere lunghe distanze per trovarla ma la qualità è pessima. Quasi l’80% dell’acqua che bevono infatti è contaminata dall’arsenico con gravi ripercussioni sulla salute delle donne e dei bambini.

Malnutrizione, scarse condizioni igieniche  e la mancata assistenza durante la gravidanza o al parto, causano la nascita di bimbi con malattie diverse tra cui  anche alcune disabilità più o meno gravi. Donne e bambini disabili, ma anche i bimbi Dalit che appartengono alla casta più bassa della società,  sono altamente discriminati  e spesso costretti ad abbandonare le scuole.

E’ inutile dire che bisogna  intervenire al più presto per porre rimedio a questa emorragia di soprusi e indigenze. E Actionaid si è impegnato per dare una mano a questa popolazione ma chiaramente ha bisogno dell’aiuto di tutti noi.

Quali sono quindi i progetto che ActionAid vuole portare avanti grazie alle nostre adozioni a distanza?

I progetti son tantissimi, oltre alle strutture di prima necessità c’è tutto un tessuto sociale da costruire dalle fondamenta.

Innanzitutto si punterà all’emancipazione delle persone in difficoltà, tra cui  indigenti e disabili, con particolare attenzione alle donne e ai bambini con disabilità attraverso la riduzione della discriminazione per garantire uguali diritti che consentire loro una vita dignitosa nella società.
Per i Dalit si cercherà di integrarli nella società, di migliorare la loro condizione socio-economica e nel compesso di emancipare tutta la loro comunità.

Tra i vari programmi che verranno portati avanti ecco i principali:

  • Progetto di educazione primaria formale e non
  • Progetto di assistenza sanitaria di base e di nutrizione
  • Iniziative per intervenire su un’assistenza sanitaria che non funziona
  • Progetto di produzione e promozione di articoli fatti a mano
  • Progetto per i matrimoni di minori e protezione della dote
  • Progetto per la produzione e la promozione della medicina locale e tradizionale
  • Progetto di formazione di “assistenti al parto tradizionale” o “levatrici”.
  • Progetto per l’approvvigionamento d’acqua sicura (non inquinata) e dell’igiene
  • Progetto di reinserimento delle donne del deserto
  • Progetto per educare e sensibilizzare le donne al concetto di diritti umani
  • Attività di soccorso e di reinserimento

 Se vuoi contribuire come me a questi progetti:

[actionaid]

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